Domus lucis
[Architecture]
[Lighting design]
[Home staging]
[Architetto - Lighting designer - Interior designer]
[Carlo Oriente]
(2025)
[Project info]
Un intervento minimal ed elegante al centro della storia di Roma. Il progetto di un luogo dell'abitare che si innesta in un contesto pregiato, dove la luce naturale e quella artificiale collaborano in un'unione perfetta.
Domus Lucis nasce a pochi passi dalla Basilica di San Pietro, in un palazzo di pregio che custodisce la misura e la compostezza dell’architettura romana più rappresentativa. La sua quadratura importante, generosa e regolare, diventa il campo d’azione di un intervento integrato in cui progettazione architettonica ed il lighting design dialogano in un’unica regia coerente.
L’immobile, in origine adibito a uffici, viene completamente riscritto nella distribuzione interna. La precedente frammentazione funzionale lascia spazio a una nuova gerarchia domestica, calibrata sulle proporzioni classiche dell’involucro e sulla relazione privilegiata con il contesto urbano straordinario in cui si inserisce. Il progetto non impone, ma interpreta: riconosce il valore della struttura originaria e ne restituisce la vocazione abitativa attraverso una sequenza di ambienti fluidi, connessi e al tempo stesso distinti.
Il parquet d’epoca diventa il fil rouge dell’intervento, elemento materico e narrativo che attraversa l’intera casa come traccia tangibile della memoria. La sua tessitura calda e vibrante dialoga con un linguaggio architettonico contemporaneo, misurato e rigoroso, fatto di superfici nette, tagli puliti e volumi calibrati. Il contrasto non è mai dichiarato, ma risolto in equilibrio: la classicità dell’involucro viene esaltata da un lessico attuale che ne sottolinea le proporzioni e ne alleggerisce la percezione.
Il lighting design, minimal e morbido, si innesta con discrezione nell’architettura. La luce è pensata come materia silenziosa, capace di costruire atmosfera senza mai sovrapporsi al luogo. Tagli luminosi integrati, apparecchi a scomparsa e accenti puntuali lavorano per sottrazione, accompagnando la luce naturale e amplificandone la qualità. Le superfici vengono lambite da una radenza controllata che restituisce profondità e valorizza le modanature, mentre scenari calibrati modulano l’esperienza degli spazi nelle diverse ore del giorno. In Domus Lucis, la contemporaneità non cerca protagonismo, ma si pone al servizio dell’identità del luogo. L’intervento lascia che sia la posizione irripetibile, così prossima alla Basilica, a dettare il tono emotivo del progetto. L’architettura e la luce costruiscono un fondale colto e misurato, capace di esaltare la memoria e le linee classiche dell’edificio, trasformando un ex spazio direzionale in una dimora raffinata, intima e profondamente radicata nel suo contesto.